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Ristrutturazione dei debiti con effetti per soci illimitatamente responsabili e coobbligati

L’art. 20, co. 1, lett. f), del D.L. 118/2021 – applicabile ai procedimenti per l’omologazione degli accordi di ristrutturazione dei debiti introdotti successivamente al 25 agosto 2021 – ha inserito l’art. 182-decies del R.D. n. 267/1942, la cui formulazione letterale coincide con l’art. 59 del D.Lgs. 14/2019, anticipandone, pertanto, l’entrata in vigore ordinaria, formalmente prevista per il 16 maggio 2022.

Tale nuova norma della Legge Fallimentare stabilisce, al co. 1, che ai creditori che hanno concluso gli accordi di ristrutturazione dei debiti si applica l’art. 1239 c.c., secondo cui la remissione accordata al debitore principale libera i fideiussori. Quella concessa ad uno dei fideiussori libera, invece, gli altri soltanto per la parte del fideiussore liberato: tuttavia, se gli altri fideiussori hanno acconsentito alla liberazione, essi rimangono obbligati per l’intero.

Il successivo co. 2 dell’art. 182-decies del R.D. 267/1942 precisa che, nel caso in cui l’efficacia degli accordi sia estesa ai creditori non aderenti, costoro conservano impregiudicati i loro diritti verso i coobbligati, i fideiussori del debitore e gli obbligati in via di regresso.

Il comma 3 chiarisce, infine, che – salvo patto contrario – gli accordi di ristrutturazione di ristrutturazione dei debiti della società hanno efficacia nei confronti dei soci illimitatamente responsabili, i quali, se hanno prestato garanzia, continuano a rispondere per tale diverso titolo, a meno che sia diversamente previsto. Tale disposizione colma, quindi, un vuoto normativo, in quanto – prima dell’emanazione del D.L. 118/2021 – gli effetti sui soci illimitatamente responsabili erano espressamente disciplinati soltanto nel fallimento (art. 147,  co. 1, L.Fall.) e nel concordato preventivo (art. 184, co. 2, L.Fall.), da norme di carattere eccezionali e, quindi, non suscettibili di applicazione analogica agli accordi di ristrutturazione dei debiti.