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Nuove misure premiali per imposte, interessi e sanzioni

L’art. 14, co. 1-4, del D.L. 118/2021 ha introdotto alcune norme agevolative di natura fiscale, relative alla riduzione di interessi e sanzioni su passività tributarie, e alla rateazione delle somme non ancora iscritte a ruolo.

Sotto il primo profilo, sono state sostanzialmente riproposte le norme già contenute nell’art. 25, co. 1, lett. a), b) e c) del D.Lgs. 14/2019, la cui entrata in vigore è stata differita – dall’art. 1, co. 1, lett. b), del D.L. 118/2021 – al 31 dicembre 2023, stabilendo che:

  • dall’accettazione dell’incarico dell’esperto e sino alla conclusione delle composizioni negoziate previste dell’art. 11, co. 1 e 2, del D.L. 118/2021 (contratti o accordi stragiudiziali, convenzioni di moratoria e ristrutturazioni dei debiti), gli interessi che maturano sui debiti fiscali dell’imprenditore sono ridotti alla misura legale (art. 14, co. 1, del D.L. 118/2021), attualmente pari allo 0,01% e, dunque, decisamente inferiore a quella ordinaria fiscale, superiore al 3%. La norma sembra, quindi, incentivare la spontanea regolarizzazione e il pagamento dei debiti tributari maturati nel periodo di riferimento;
  • le sanzioni tributarie per le quali è contemplata l’applicazione ridotta in caso di pagamento entro un determinato termine dalla comunicazione dell’Ufficio che le irroga, sono ridotte alla misura minima se la scadenza per il versamento è fissata dopo la presentazione dell’istanza di nomina dell’esperto (art. 14, co. 2, del D.L. 118/2021);
  • le sanzioni e gli interessi sui debiti fiscali sorti prima del deposito della predetta domanda, e oggetto della composizione negoziata, sono ridotti alla metà (art. 14, co. 3, del D.L. 118/2021) nelle ipotesi indicate dall’art. 11, co. 2 e 3, del D.L. 118/2021 (piano attestato di risanamento, accordi di ristrutturazione dei debiti, concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio, concordato preventivo e altre procedure concorsuali).

L’art. 14, co. 6, del D.L. 118/2021, precisa, tuttavia, che, qualora venga successivamente dichiarato il fallimento o accertato lo stato di insolvenza, gli interessi e le sanzioni sono dovuti senza le suddette riduzioni di cui ai precedenti co. 1 e 2.

Una novità assoluta è, invece, introdotta dall’art. 14, co. 4, del D.L. 118/2021, con riguardo al contratto con uno o più creditori e all’accordo stragiudiziale sottoscritto dall’imprenditore, dai creditori e dall’esperto, pubblicati nel Registro delle imprese. In tale eventualità, l’Agenzia delle Entrate, su richiesta dell’imprenditore sottoscritta anche dall’esperto, concede un piano di rateazione, sino ad un massimo di 72 rate mensili, delle somme versate, non ancora iscritte a ruolo, e dei relativi accessori, a titolo di imposte sui redditi, IVA, IRAP e ritenute alla fonte operate in qualità di sostituto d’imposta. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dell’art. 19 del D.P.R. 602/1973.

L’imprenditore decade automaticamente dal beneficio della rateazione anche in caso di successivo deposito del ricorso per concordato preventivo (art. 161 del R.D. 267/1942), dichiarazione di fallimento o accertamento dello stato di insolvenza e mancato di pagamento anche di una sola rata alla sua scadenza.

Non è, invece, prevista la possibilità di prospettare il pagamento parziale di tributi e contributi (c.d. transazione fiscale e previdenziale), che rimane, dunque, formulabile soltanto ai sensi dell’art. 182-ter del R.D. 267/1942, con la proposta di concordato preventivo, oppure nell’ambito delle trattative per la stipulazione degli accordi di ristrutturazione dei debiti.